Enneagramma


Enneagramma

Un enneagrammaL’ Enneagramma (dal greco ennea, nove, e gramma, disegno) è un simbolo antichissimo: certe fonti lo fanno risalire al tempo dei Sufi, progenitori dell’odierna religione islamica, ma vi sono prove che fu tramandato da culture ancora più antiche. Per secoli questo simbolo rimase pressoché sconosciuto e solo di recente, nella prima metà del ‘900, un uomo chiamato Georges Ivanovic Gurdjieff rivelò ad un ristretto numero di persone le informazioni circa questo simbolo. Egli, come dichiarano le testimonianze scritte da suoi conoscenti e da lui stesso approvate, spiegò come mai di questo simbolo non erano mai state trovate informazioni scritte, accennando ad una pratica antichissima diffusa in gran parte dell’Asia (e tuttora in vigore) secondo cui certe informazioni non venivano mai messe per iscritto, ma si trasmettevano sempre oralmente. Un esempio affine è la grande tradizione orale degli “Aswot” della Transcaucasia, noti come semplici cantastorie ma portatori di memorie di eventi lontanissimi. Il padre di Gurdjieff era appunto uno di questi cantastorie. Spiegò anche come questo simbolo fosse usato come speciale strumento per comprendere il meccanismo di ogni sistema relativamente chiuso, come il sistema solare e le leggi che lo governano, il funzionamento dell’organismo umano, degli organismi vegetali, ecc.

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Geometricamente è composto da un cerchio suddiviso in nove parti uguali (da qui il nome) e la sua costruzione è molto particolare: una volta suddiviso il cerchio, occorre numerare i punti in senso orario da 1 a 9 e inscrivere un triangolo equilatero avente come vertici i punti 3, 6 e 9. L’unione degli altri punti deriva da un calcolo molto semplice: se si divide il numero 1 per il numero 7 si ottiene il numero 0,142857142857…, numero periodico di periodo 1 4 2 8 5 7 ripetuto all’infinito. I punti restanti da collegare sono proprio questi sei numeri in questa successione. Questo simbolo era anche chiamato “legge del Nove” ed era considerato la fusione della “legge del sette” con la “legge del tre“; la sovrapposizione è evidente. La prima legge serviva a studiare ogni processo in cui un fenomeno integrale (come il raggio bianco della Luce, il Suono) è composto sempre di sette parti indipendenti (i sette colori in cui si suddivide la luce, le sette note intere in cui si suddivide il suono); la seconda indicava come ogni fenomeno, dal più piccolo (atomo) fino al più macroscopico (stelle), fosse sempre generato e tenuto in vita da tre forze o parti dette “Positiva” o di affermazione, “Negativa” o di resistenza, e “Neutralizzante” o di conciliazione. L’enneagramma rappresenta ogni processo che si mantiene da solo per autorinnovamento: per esempio la Vita. Per questo Gurdjieff lo definì “il moto perpetuo ed anche la pietra filosofale degli alchimisti”. Egli disse anche: <>.

Solo pochi anni fa qualcuno ha tentato di utilizzare questo simbolo come tecnica, creando una corrispondenza tra i nove numeri e nove “tipi” immaginari in cui il soggetto è chiamato ad identificarsi.

Un enneagramma  

Funzionamento

Secondo l’Enneagramma, ognuno di noi percepisce la realtà attraverso una lente (a seconda della sua personalità o tipo) che spesso ne altera l’oggettività. Attraverso la scoperta e la conoscenza del proprio tipo e quindi della propria compulsione si può progressivamente ignorarla, con impegno e costanza, e migliorare così il proprio comportamento, la visione di sé stessi e le relazioni interpersonali. Il proprio tipo (ciascuno numerato come Tipo 1, Tipo 2, eccetera fino al Tipo 9, oppure identificato con un aggettivo che rispecchia le caratteristiche di ogni personalità) si costituisce in modo inconsapevole e involontario nel bambino dall’età di quattro anni in poi, a causa del rapporto tra esso e il mondo esterno, in particolar modo con i genitori. È inoltre possibile che il proprio tipo cambi, ma ciò avviene a livello inconscio e non razionale, soprattutto nell’adolescenza.

Identificazione del tipo

Un modo per identificare il proprio tipo si rifà a ciò che tendiamo ad evitare, per cui:

  • I tipi Uno evitano la collera, non si arrabbiano e tendono a essere perfetti in ogni cosa
  • I tipi Due evitano il bisogno, si vantano di essere di grande aiuto agli altri e non ammettono di aver bisogno degli altri
  • I tipi Tre evitano l’ insuccesso, si identificano con i successi che ottengono
  • I tipi Quattro evitano l’ ordinarietà, si ritengono sempre speciali
  • I tipi Cinque evitano il vuoto, sempre intenti ad aumentare il loro bagaglio di conoscenze
  • I tipi Sei evitano la devianza, vedono la vita come ordinata da leggi, regole e norme
  • I tipi Sette evitano il dolore, amano il divertimento e non notano il dolore altrui
  • I tipi Otto evitano la debolezza, si vantano di essere forti e amano litigare
  • I tipi Nove evitano il conflitto, non reggono le tensioni tra le persone e cercano la pace

I nove Tipi

  •   Uno: Il Riformatore, Il Critico, Il Perfezionista
  •   Due: L’Aiutante, Il Generoso, La Nutrice
  •   Tre: Il Manager
  •  Quattro: Il Romantico, L’Individualista, L’Artista
  •   Cinque: L’Osservatore, Il Pensatore, L’Investigatore
  •   Sei: L’Avvocato del Diavolo, Il Difensore
  •   Sette: L’Entusiasta, L’Avventuriero, Il Materialista, L’Epicureo
  •   Otto: Il Leader, Il Protettore, Lo Sfidante
  •   Nove: Il Mediatore, Il Pacificatore, Il Conservatore

I tre Centri

Un’ulteriore distinzione, che secondo i fautori dell’enneagramma può costituire uno strumento di classificazione delle personalità, è rappresentata dai cosiddetti Centri, divisi in Centro dell’Istinto, Centro dell’Emozione, Centro della Razionalità. Dentro di noi sono presenti tutte e tre questi centri, ma degli squilibri possono provocarne una commistione o confusione, in modo tale che possiamo avere la parte istintiva nel centro razionale, o la parte emotiva nel centro istintivo ecc. Il triangolo equilatero rappresenta la forma finale che l’Uomo mira a raggiungere e che rappresenta il perfetto equilibrio tra tutte queste parti. Il Centro dell’Istinto funziona sulla base di impulsi naturali, e ad esso appartengono i Tipi 8, 9 e 1. Gli appartenenti a questo centro tendono a seguire l’istinto e l’abitudine, e agiscono spontaneamente, spesso in reazione a uno stimolo esterno e hanno reazioni spesso senza nessun tipo di controllo iniziale. Il Centro dell’emozione, invece, funziona sulla base dei sentimenti e dei rapporti con le altre persone, e i Tipi 2, 3 e 4 vi appartengono. Le personalità di questo centro si mostrano accondiscendenti verso gli altri e seguono le sensazioni che provano. Tendono inoltre ad avere incontri con gli altri a livello personale. Infine, il Centro della razionalità funziona sulla base dello studio e della riflessione, e vi fanno parte i Tipi 5, 6 e 7. Gli appartenenti a quest’ultimo centro si allontanano volontariamente dalla realtà per riflettere (spesso da soli) e agiscono solitamente in seguito a una ponderata decisione.

Le Ali

Le ali sono “appendici comportamentali” che raccogliamo da uno dei due tipi che ci sono di fianco nell’enneagramma (lungo il cerchio). Ci differenziano leggermente dal tipo base.

Le Frecce

Le frecce costituiscono le direzioni. Ogni tipo ha due direzioni, una “arriva a noi” e rappresenta l’equipaggiamento, cioè le risorse che ci permettono di dirigerci verso la direzione che “parte da noi”, sede poi del tesoro e del drago (il drago che custodisce il tesoro). Solo con un buon equipaggiamento siamo in grado di sconfiggere il drago ed appropriarci del tesoro.

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