Settembre: come ripartire al meglio e tenere fede ai buoni propositi


Rientrare dopo la pausa estiva non è mai semplice. Riprendere i ritmi lavorativi, riabituarsi ai viaggi in auto e agli ingorghi del traffico, novità belle e brutte nel posto di lavoro. Ogni anno dopo le riflessioni estive si ritorna al lavoro o nella vita di tutti i giorni con dei “buoni propositi” come ad esempio: quest’anno mi iscriverò in palestra, oppure devo cambiare lavoro ecc ecc. Come mai dopo qualche settimana o qualche giorno i nostri impegni sembrano già ostacoli insormontabili ed impossibili da superare o affrontare? Che cosa abbiamo sbagliato? Abbiamo perso motivazione e ci prestiamo ad entrare nella fase passiva e rutinaria che conosciamo bene?

Probabilmente gli errori, o le componenti che ci fanno calare la motivazione sono molte. Andiamo a vederne alcune tra le più importanti.

1 La scelta del nostro obbiettivo

Spesso e volentieri, sull’onda dell’entusiasmo e dell’energia, ci poniamo traguardi troppo alti e ambiziosi. Scegliere un compito raggiungibile e alla nostra portata ci permette di avere costantemente piccoli ma frequenti successi, questo è motivante e crea un loop continuo e migliorativo. Mangiare un elefante in un sol boccone è impossibile, diverso è mangiarne un pezzetto al giorno; diverso punto di vista ma stesso obbiettivo finale. Oppure cambiamenti che non dipendono solo da noi ma da altre persone (il capo, la famiglia, il lavoro, la squadra ecc). Se vogliamo veramente cambiare o modificare alcuni nostri comportamenti, dobbiamo vedercela solamente con noi stessi. Perché? Semplice, se dipende da qualcun altro, succede che non siamo liberi di decidere i tempi, le modalità, la strategia e presto ci troveremo in un collo di bottiglia. In questa situazione i primi insuccessi ci faranno perdere la voglia e la speranza di cambiare. 

2 Volontà o obbligo? Negativo o positivo?

Quando vogliamo cambiare degli aspetti di noi che ci danno fastidio o ci fanno stare male (dieta, fumo ecc) spesso ci imponiamo dei cambiamenti. Devo dimagrire, devo smettere di fumare, devo iscrivermi in palestra. Tecnicamente la costrizione anche linguistica ha sempre le gambe corte. In che senso? Metaforicamente è come avere qualcuno che ci punta una pistola carica alla tempia e ci dice: devi dimagrire/smettere di fumare altrimenti sei spacciato!! Ma quando il momento di tensione o disperazione svanisce ce ne freghiamo altamente, perché quella minaccia non c’è più e poi in fondo in fondo ci piace mangiare e fumare. Sostituire il devo con il voglio è di fondamentale nel raggiungimento di un traguardo. Cosa intendiamo con negativo o positivo? Semplice! Quasi sempre le persone dicono: non devo più fumare, non devo più mangiare il pane… ecc questa formula al negativo ci mette in una condizione di colpa e ci mette il morale sotto i tacchi se qualche volta si trasgredisce. Un obbiettivo ha bisogno di essere formulato in positivo: voglio smettere di fumare… mi impegnerò a sostituire il pane con altri alimenti, e così via.

3 Gli step intermedi

Hanno a che fare con dei feedback. Andando a vedere che progressi abbiamo fatto. Sono molto importanti perché ci aiuterebbero a superare le convinzioni limitanti che ci fanno percepire impossibili e irraggiungibili certi traguardi. Se ad esempio vogliamo iniziare a correre o a delegare, non possiamo permettere di farlo come dei campioni olimpici o dei manager navigati. Iniziamo piano piano alternando cammino e corsa, oppure quante volte sono riuscito a delegare. Guardarsi indietro e vedere i piccoli passi fatti ci aiuta a capire e visualizzare che siamo sulla strada corretta. Serve solo fare esperienza e provare provare e riprovare.

Buon Lavoro e buon settembre da FORMENERGY!!! 

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