Downshifting: la carriera puo’ attendere


Più tempo meno lavoro: un fenomeno in ascesa per milioni di professionisti. E ora lancia una settimana all’insegna dell’anti-stress

In aprile si è tenuta la settimana del “Downshifting”, l’iniziativa che parte dalla Gran Bretagna e celebra l’arte del rallentamento del ritmo, la tendenza a scalare la marcia, il bisogno di vivere più tempo e meno lavoro, il coraggio di rinunciare. Anche allo stipendio se necessario. Il fenomeno esiste già da tempo ma negli utlimi anni è diventato un movimento che ha best seller e siti, una galassia attorno alla quale orbitano sia manager che ecologisti, oltre ad un esercito di professionisti di tutti i tipi che lavorano nel cuore pulsante delle metropoli, persone ben pagate ma nonostante questo pronte a tradire la causa del lavoro tiranno e onnivoro, disponibili a disertare, invertendo la rotta.

Il termine “downshifting” fu usato per la prima volta nel 1994 dal Trends Research Insitute di New York per indicare il comportamento di persone che barattavano una riduzione di stipendio in cambio di maggiore tempo a disposizione. Oggi “Downshifting” signifca “scambiare una carriera economicamente soddisfacente ma stressante con uno stile di vita meno faticoso e meno retribuito ma più gratificante dal punto di vista personale.” Per il downshifter il tempo è più importante del denaro, l’ozio un momento creativo che non va sprecato in inutili consumi…

di Marina Cavallieri

Da La Repubblica del 23 aprile 2007

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