Running & Team coaching: motivazione e capacità decisionale individuale o di squadra

Running & Team Coaching


LA MARATONA COME METAFORA DELLA VITA

Se vuoi correre un miglio, corri un miglio. Se vuoi vivere un’altra vita, corri una maratona (Cit. Emil Zatopek).

La maratona è la metafora della vita: all’inizio non hai esperienza, non sai cosa ti riserverà il futuro ma sei pieno di vitalità ed energie, verso la fine hai molta esperienza e sai cosa puoi fare, ma la vitalità e le energie se ne sono andate!

Bastano queste poche righe perchè molti considerano la maratona come la metafora della vita. Tuttavia, non è solo questo: vogliamo provare a pensare a tutti i risvolti positivi del correre e soprattutto del correre una maratona?

Formazione continuaQuanti sono i manager che utilizzano la corsa per scaricare tensioni o semplicemente perchè sono degli appassionati? Tantissimi.

La corsa, in particolare la maratone, rappresenta una delle più spettacolari metafore della vita. Impegno, fatica, costanza, allenamento, alimentazione adeguata, motivazione sono tra gli spunti che la maratona può offrire e su cui si possono impostare attività anche di team coaching.

DA DOVE NASCE LA MOTIVAZIONE?

Viene da sorridere perché la domanda più frequente è: “Ma se riesco a fatica a fare una mezza maratona, come farò a fare gli altri 21 Km?”. Questa domanda ci fa sempre riflettere; chi approccia la maratona per la prima volta inizia ad avere dubbi e perplessità sulla resistenza del proprio fisico. Siamo fermamente convinti che un buon maratoneta deve maturare sotto due aspetti, quello fisico e quello mentale gestionale. Gestire il ritmo, dosare le energie fisiche e mentali, rimanere rilassati e non farsi prendere dalla tensione nervosa e dalla paura sono tutte doti di un podista maturo che ha imparato a correre non solo con le gambe ma anche con la testa e con il cuore. 

La corsa quindi come metafora individuale o di squadra? Entrambi. Si corre da soli, con se stessi con le proprie forze e i propri limiti, ma si corre anche insieme ad altri?

Come quando si lavora: ci sono momenti in cui è importante essere da soli, raccogliere le forze per andare avanti e stringere i denti, come ci sono momenti in cui la condivisione dell’entusiasmo o delle preoccupazioni facilitano il fare squadra, e stimolano l’auto aiuto.

Il correre, con le sue fatiche e le sue incertezze si può applicare a  tutte le situazioni particolari della vita quindi, ma anche  ai nostri progetti.
Quando partiamo per una nuova iniziativa siamo pieni di idee, entusiasmo ed energia, ma ci manca la capacità decisionale; poi alla lunga sicuramente accumuliamo esperienza, impariamo come si fa, che si traduce sicuramente in capacità decisionale. Durante il percorso dobbiamo anche far fronte a momenti di stanchezza quando le risorse vengono meno: chi non si è mai trovato in situazioni in cui si fatica a trovare forze, soprattutto mentali, per chiudere i progetti?

Anche in azienda spesso ci sono difficoltà a chiudere i progetti e le difficoltà non sono solo di budget. Certamente se facciamo errori decisionali nelle fasi iniziali (stime errate, sottovalutazione dei rischi, scarso controllo sull’efficienza) potremmo trovarci con un budget troppo scarso verso le fasi finali. Ma queste situazioni si possono risolvere. La vera criticità è quando vengono a mancare le risorse mentali, perché a quel punto cala l’intensità di azione e la capacità decisionale. In chiusura di progetto le risorse mentali sono fondamentali.

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